Non so chi di voi ha un orto. Se esiste in un angolo soleggiato del vostro giardino, suggerisco di cimentarsi con un’ombrellifera che mi risulta poco conosciuta sotto la linea del Po: il profumato cerfoglio. Negli orti nostri, quassù fra le montagne, cresce con vigoria, e proprio in questa stagione va raccolto –fresco e profumato- per la minestra di patate e cerfoglio, una bontà…
Il profumo ricorda un poco l’anice, le fogliette pinnate fanno pensare al prezzemolo riccio, però molto alla lontana. La pianta non supera i cinquanta centimetri di altezza, e ha un vezzo: dopo la prima semina, si risemina dove pare e piace a lei, prevalentemente in luoghi ombrosi e sempre leggermente umidi, vicino alle siepi, accanto allo steccato. Se però ha deciso di entrare nel vostro giardino, non vi lascerà più: fiorisce e si risemina dalla primavera alla tarda estate. Non solo è buona nella minestra, profumata nella raccolta, ma è anche decorativa. Le foglie sono lucide, il gambo vuoto all’interno, l’infiorescenza aggraziata a ombrello è color bianco crema e raccolta in otto dieci racemi leggeri. Peccato che si sciupino subito, appena raccolti; si risentono della piccola violenza subita appassendo quasi subito. Il mio sogno di raccoglierne mazzetti per abbellire la casa si è dimostrato un sogno effimero. Peccato.
Cresce in terreni ricchi di azoto, anche se in natura si può scoprire già da aprile appunto vicino alle siepi o accanto a campi arati. Leggo che la pianta è ricca di vitamine A e B, magnesio, ferro, oli volatili. Non raccoglierei però il cerfoglio fuori dall’orto, perché è simile al Conium maculatum, all’Aethusa cynapium o al Chaerophyllum aureum, abbastanza tossici e molto assomiglianti al nostro profumato cerfoglio. Solo che questi ultimi non odorano di anice.
Per chi ama far l’erborista, forse avrà piacere conoscerne anche gli usi. In primavera ha effetti depurativi, aiuta reni, fegato e bile. È un noto digestivo e le foglie e i gambi si possono usare per le tisane che aiutano contro le stanchezze primaverili. Le neomamme possono assumerle per aiutare la montata lattea. In cucina si usa come il basilico: salvo che nel caffellatte, va bene ovunque.
Martha Canestrini