Ritrovarci tra noi, a dispetto della guerra, della siccità, delle alluvioni, della paura, sorridere alla vita attraverso i fiori è davvero un incantesimo?
Sembro ‘patetica’? Forse. D’altronde se è questa la definizione che si dà di noi oltreoceano, chi sono io per smentire simili eccelsi cervelli? Nel ‘pathos’, nel sentimento, non ci vedo niente di errato, ma tant’è.
Se questa volta vi dicessi che mi ero messa in macchina con perplessità, che mi dava noia muovermi in un pomeriggio piovoso (certi personaggi dovrebbero sempre avvalersi di un autista), che la superstrada era piena di guidatori inesperti e prepotenti e che, insomma, le riunioni si potrebbero anche fare in caffè più vicini… Se davvero ve lo dicessi? Non sembrerebbe un atteggiamento inutilmente spocchioso e ripetitivo? O debbo io tenere quella maschera che così facilmente mi ero messa la volta della gita a Villa Cosmiana?
L’altro giorno a lezione di arte floreale ‘Oriente e Occidente’ ero una di voi, vi guardavo mentre vi impegnavate ad arrangiare un ventaglio di giaggioli rosa, garofanini cremisi, eucalipto e bacche verdi le più strane. Un’impresa complicata, ma ci siete riuscite, anzi, ci siamo. E ringraziavo dentro me di aver trovato nuove amiche, di avere del lavoro manuale, quasi artigianale, da svolgere. Pensavo che l’impegno di Franca e Martine è una fonte di benessere, una grande fortuna avere incontrato loro e voi.
Poi sono rientrata nel mio personaggio e ho cercato una battuta ironica, spiazzante, da fare per ‘sdrammatizzare’. Non mi veniva niente.
Meglio chiedere alla mia amica che sa scrivere o a quella che sa di politica ed è così dolce nel parlare, o a quella che sa vivere o a quella tanto simpatica, o a quella bella ed elegante o a quella che ha la bontà negli occhi. Alle mie mille nuove amiche dei fiori.
Quindi aspetto da voi, una per una, risposte alla mia richiesta dell’ironia necessaria a farci fare una risata dissacratoria.
Parlate ad alta voce! Io sono un po’ ‘sordarella’.
La snobbettina